lunedì 18 settembre 2017

I miei Slanci Vitali





I miei Slanci Vitali sono parole sparse, pensieri un po' arruffati. Parole felici e a volte malinconiche. Parole rubate dal passato e truccate in pensieri di oggi. Parole buttate li, riordinate e mischiate.
Emergono così dal nulla, all'improvviso mi sorprendono; si accovacciano nella mia anima fino a quando frettolosamente scarabocchiano il taccuino.

 

martedì 12 settembre 2017

Sheila

E adesso?
Adesso i gatti prenderanno possesso del tuo regno. Sguazzeranno silenziosi nel prato; si rotoleranno in barba a te e saranno loro i padroni.
E io?
Nessuna compagnia ad aprire la porta, nessun ciao ciao prima di rincasare.
Lo sbattere i piedi è solo un vacuo rumore di suole sull'asfalto e non una tua corsa sfrenata per l'intero giardino.
Russavi e tanto.
Abbaiavi e tanto.
Piangevi come un bimbo disperato quando il tuo padrone si allontanava a piedi.
Adesso punto, fine.
Ti sei fermata.
E noi qui senza parole!
Là, ovunque tu sia, riprenderai le tue corse frenetiche, magari insieme a un barboncino nero di nome Billi con sempre una palla bucata in bocca.

Ciao Sheila
(marzo 2003-11.09.2017)

 

martedì 1 agosto 2017

Agosto 2017


Non posterò sui social dove sono, cosa faccio, che cibo mangio; non invierò foto dell’ultimo cornetto alla crema che mangerò, con la bocca e il naso impastati di zucchero e miele.

Nessuna foto di luoghi; di città o acque cristalline; di montagne o cieli tersi. Nessuna immagine di lettini al sole, di piedi a mollo in acque turchesi, di ruscelli tra radure verdi fluorescenti, nessuna immagine di me a bighellonare.

Nessun share, auguri virtuali; nessun update in agosto.

Si chiude la saracinesca dei social, si spengono telefoni e smartphone.

Vado in vacanza. In vacanza con me.

Chiudo la mia porta sul mediatico, sul nostro mondo alternativo, sulla mia vita sui social.

Chiudo.

A settembre!

Ciao  

 

lunedì 17 luglio 2017

sabato 13 maggio 2017

Lettera da una madre

Mi sento di scrivere la mia storia di madre, forse più per uno sfogo personale che per altro.
Ho avuto mio figlio a quarantadue anni; sono consulente informatico e il mio lavoro mi porta a viaggiare.
Ma il senso del viaggio è parte di me. Sono un essere migratore e solo nell’andare la mia anima trova pace!
La maternità non mi ha fermata. Sono rientrata a lavoro quando il mio piccolo aveva nove mesi e la società presso cui lavoravo non era molto stimolante; la mia professionalità si stava appiattendo. Sarebbe stato un buon posto per armonizzare al meglio il tempo con il mio caro bimbo.
Ma ho cambiato!
Sono catapultata in una società che mi faceva viaggiare molto e rubava troppo tempo al mio tempo libero. In due anni sono stata in totale sei mesi all’estero. Il tutto in accordo con il papà del mio cucciolo, nonché mio marito.
Non so come ho fatto a stare così lontano dal mio bimbo. Ma ti confesso, questo spirito vagabondo mi sorride silente quando salgo su un aereo e vado!
Ho resistito due anni e poi sono riuscita a stabilizzarmi a chiedere tempo al mio tempo. Ora lavoro part-time quattro giorni su cinque; mi capita di stare via ma non più di tanto e riesco anche a lavorare da casa. Ho trovato un tacito accordo tra me e me e riesco a seguire, a godere del tempo con il mio cucciolo. Nel giorno libero, mi capita a volte di sentire un vuoto intorno e di fare fatica a riempirlo, in attesa di andare a prenderlo a scuola e passare il pomeriggio insieme.
La mia anima è quieta al momento!
In tutta questa storia, non ho sottolineato il contorno. Sono figlia di una generazione, così come mio marito, dove la donna deve accudire il maritino, i figli, preparare da mangiare, fare la mogliettina ecc., lavoro part-time, quindi dedicata agli altri e non a sé. E’ stato ed è un’eterna lotta da parte delle rispettive famiglie, un continuo borbottio sul mio stile di vita ‘libero’. Stavo arrivando al punto di mollare tutto, di licenziarmi per essere più tranquilla (poi solo per gli altri). Non l’ho fatto.
Gli unici che mi hanno sostenuto e mi sostengono in queste dinamiche, sono mio marito e mio figlio.
E a loro devo molto.
 

mercoledì 19 aprile 2017

19 aprile 2017

9 anni di matrimonio, 2 di convivenza, in totale 12 insieme.
Mi chiedo se mi sono stufata, 12 anni sempre con la stessa persona.
La mia risposta è immediata. No!
Rifarei tutto: convivenza, matrimonio, figlio.
Fino a quando durerà questo idillio?
Fino a quando continuerò a chiamarlo il mio amico e non mio marito!
 
 
Là, dove è iniziato tutto.
Jasper, Canada - agosto 2005